Storia

Il destino di Littoria | La nascita di Littoria

Littoria nasce sul lotto n.1 degli 80 mila ettari della bonifica agro pontina, ma è bene tenere presente che questo è un territorio in continua evoluzione, malleabile, che risponde volta per volta alle necessità e ai cambiamenti.

In origine la zona nota come Cancello di Quadrato era di proprietà di Leone Caetani, sulla quale erano eretti alcuni edifici dell’azienda di famiglia, ma operanti non a pieno regime, come del resto gli altri latifondi dell’agro. Negli anni ’20 il territorio fu preso in concessione dal Consorzio di bonifica di Piscinara, passando poi nel 1931 all’Opera.

Il Villaggio Agrario di Littoria era tra i più importanti presenti negli altri borghi, oltre ad ospitare l’azienda più grande, l’antesignano nucleo cittadino era dotato di un cinema grande, dopolavoro, magazzini, officine, osterie e alloggi per gli impiegati (il centro direzionale era ancora Cisterna). C’era la base necessaria per incrementare il villaggio e promuoverlo a stato di città, ma tutto questo non accade. Delenda Quadrato, scrive Pennacchi. Tutte le strutture vengono demolite, il 5 aprile 1932 Mussolini raggiunge Littoria ed annuncia la nascita di una nuova città.

Bisogna essere rapidi, senza dilungarsi, entro l’anno deve sorgere Littoria.

Viene nominato Oriolo Frezzotti, architetto Romano, classe 1888, quasi sconosciuto il quale verrà affiancato dall’ingegnere Carlo Savoia, che stava già lavorando sul territorio per conto dell’Opera. Siamo lontani dal periodo in cui il fascismo attraverso i suoi concorsi per l’assegnazione di progettazione di edifici pubblici (Casa del Fascio, Casa delle armi, E42) attirava giovani architetti entusiasti, innovativi e vogliosi di mettersi alla prova come Adalberto Libera, Giuseppe Terragni o Giuseppe Pagano.

Non è semplice affrontare uno studio su Littoria. Basandosi su saggi a riguardo perché pressoché assenti. È possibile, però, leggere la copiosa corrispondenza tra Frezzotti, Savoia e Cencelli e visionare le planimetrie della città per capire come hanno agito e di conseguenza con quale spirito sia nata la città.

Il 24 giugno 1932, l’Architetto Frezzotti riceve la lettera d’incarico dell’Opera firmata dal commissario Cencelli. L’ente mette a disposizione dell’architetto tutti i disegnatori e tecnici a sua disposizione. Il nuovo centro nonostante fosse stato annunciato dal Duce non nasce per essere un emblema del regime, così come anni dopo verrà pensato l’E42, volumetricamente grande e monumentale, ma il fato vuole che lo diventerà.

Il centro della città nasce intorno a Piazza Littoria (oggi Piazza del Popolo), dove un tempo c’era il Quadrato, e viene subito eretto il Municipio con la torre Littoria, simbolo del potere laico. Se Frezzotti fosse a conoscenza della stessa fatta a Brescia da Massimiliano Piacentini non lo sappiamo, ma essendo stato l’autore anche dei centri di Sabaudia e Pontinia, diamo a lui la paternità della torre per quanto riguarda l’agro pontino. Un simbolo tipico della città medioevale italiana, così come la pianta radiocentrica. Ma nei primi mesi del suo incarico non possiamo ancora parlare di piano regolatore, con ordine e razionalità gli edifici amministrativi venivano distribuiti lungo il perimetro di Piazza Littoria, per espandersi poi a macchia d’olio con edifici abitativi, parchi e strutture dell’opera verso il perimetro del quadrato, aldilà del quale si trova lo Stadio sportivo, l’area militare (non più realizzata), e le future case popolari di Nicolosi costruite tra il ’32 e il ’34, innovative per i tempi, dotate di 500 alloggi ognuno dei quali con un bagno (precedentemente i bagni erano uno per piano). Tutto questo rientra nel progetto datato 1 dicembre 1932. È ovvio il 1 dicembre è solo la data di sottoscrizione del progetto, ma come dicevo in apertura, si doveva erigere una città ed in fretta, la maggior parte degli edifici hanno data d’inizio anteriore, alcune addirittura prima dell’incarico di Frezzotti, iniziate dei tecnici dell’Opera e poi da lui approvate e concluse.

Per Regio disegno di legge del 22 settembre 1932 n.1343, modificato poi in legge il 27 dicembre 1932 n.1992, viene istituito il Comune di Littoria, con un estensione di 193 kmq, ma il teatrino fascista delle inaugurazioni pubblica è indetto per il 18 dicembre quando Benito Mussolini dal balcone del municipio di Littoria inaugura ufficialmente la città.

Nei due anni successivi vengono ultimate le opere in corso, e Littoria diventa una città con tutti i servizi necessari. Semplici cittadini avviavano richieste all’Opera per l’acquisto di lotti edificabili, richieste di aperture di dispense o altri esercizi commerciali (come detto gestiva ogni aspetto della vita nell’agro, anche le concessioni).

Nonostante, la produttiva agricola dell’intero agro pontino non avesse atteso i risultati sperati dai dirigenti dell’Opera, gli oltre tremila poderi erano abitati da famiglie, Cisterna, Littoria, di lì a poco Sabuadia, Aprilia e Pontinia avevano bisogno di un ente locale vicino senza dover fare riferimento a Roma.

La macchina burocratica ed edilizia si rimette in moto. La Provincia di Littoria viene istituita il 4 ottobre 1934 per regio decreto. Frezzotti è incaricato di munire la città dei nuovi servizi adeguati all’ente, costruirà così l’intendenza di finanza, il genio civile, la prefettura, il tribunale, ma soprattutto le case destinate per i dipendenti del nuovo ente. Agli inizi del ‘35 gli viene chiesto di progetto il piano di ampliamento della città, che verrà approvato il 6 giugno dello stesso anno, resterà quasi invariato sino agli anni ’70.