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Ennio Morricone, Italia e lavoro: il Concerto del Primo maggio 2011

Fuorilemura, 28 febbraio 2011. Intervista ad Ennio Morricone.

Anche la ventunesima edizione del Concerto del Primo Maggio è dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Il tema ancora non ufficializzato ruoterà intorno a tre concetti fondamentali: Stato, Patria, Lavoro. A rendere omaggio a questo nostro speciale anniversario sarà il maestro e premio oscar Ennio Morricone, emblema della musica italiana nel mondo. Durante tutto l’evento saranno celebrate alcune figure che hanno reso grande l’Italia, Dante, Pasolini, Totò, Anna Magnani, Don Pino Puglisi e Gigi Riva e altri nomi.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha invitato lo staff organizzatore a dedicare questa edizione al compleanno d’Italia. Invito felicemente accolto, dimostrato anche dalla scelta di tenere il comizio mattutino dei tre sindacati a Marsala.
Non è trapelato alcun nome riguardo ai presentatori e agli ospiti che si esibiranno. Sarà certa la presenza dell’orchestra Roma Sinfonietta, diretta dal maestro Francesco Lanzillotta, composta da 72 musicisti e 60 coristi. Il consistente numero di elementi presenti costringerà a ridimensionare e riorganizzare il palco. Non più di forma circolare e rotante, con lo spazio A e B, ma due pedane che si muovono in orizzontale e permetterà l’agevole ingresso di orchestra e coro. Necessità che si presenta obbligatoria per le intenzioni dell’organizzazione: far collaborare il più possibile gli ospiti con la Roma Sinfonietta.
Sia il M° Morricone che il M° Lanzillotta hanno dato alcune anticipazioni sui brani. Morricone ha composto per l’occasione Elegia per l’Italia che sarà attraversato da riferimenti all’Inno d’Italia, il pezzo “è un rimpasto dei miei, dove lo stile si impone sulla sostanza, si nota la mia musica” ha tenuto a precisare il Maestro. Prima del suo omaggio all’Unità eseguirà un suo arrangiamento di un brano storico della canzone popolare e patriottica italiana, non ha voluto dire il titolo ma solo l’argomento: un soldato pronto a partire per il fronte, che lascia il suo amore con l’incertezza del ritorno (Addio mia bella addio?, ndr).
A Lanzillotta e alla sua orchestra è affidato il compito di solcare la storia della musica simbolo del risveglio italiano: l’overture del Nabucco, l’Aida, Bella Ciao e il Canto degli Italiani.
L’organizzazione non è affatto terrorizzata da questa innovazione classica per il concertone. Dati alla mano, il pubblico ha dimostrato di gradire gli esperimenti e gli scostamenti dalla linea tradizionale, ne sono palese esempio la presenza di Chuck Berry per i 50 anni del rock o l’omaggio alla canzone d’autore e ad Enzo Iannacci. Ha rafforzare le sicurezze dello staff organizzativo è lo stesso Morricone “La musica va portata nelle case della gente. La musica è una. La musica è un fiume, i generi sono i suoi affluenti”.

L’INTERVISTA

Il maestro Ennio Morricone al termine della conferenza si è concesso ai nostri microfoni. Queste le sue parole.

Maestro quale è il contributo che lei vuole portare al concerto di piazza San Giovanni?
Fare ascoltare la mia musica, elaborata per l’occasione dove ci sono delle citazioni dell’Inno di Mameli…brevi citazioni.

Spesso dal palco del primo maggio partono messaggi politici.
Ecco io non faccio messaggi politici. È importante questo, perché io sono fuori dalla politica, ho rifiutato cose che potevano portarmi in politica. Sono fuori dalla politica, anche perché visti i tempi sono sfiduciato.

Perché ha deciso di partecipare al concerto?
Non l’ho deciso mica. L’hanno deciso altri. Guardi nella mia vita, io deciso soltanto di sposare mia moglie, di avere dei bambini, di studiare musica. Poi la mia professione è andata avanti che non ho deciso niente. M’hanno chiamato e io dico…ah vabbè. Non ho deciso niente nella mia vita, salvo le cose personali quelle intime.

Che cosa rappresenta per lei il primo maggio?
Eh la festa del lavoro (ride). L’unione dei lavoratori, il riscatto dei lavoratori rispetto alla proprietà che in genere è stata sempre iniqua con chi lavorava, ingiusta. Se pensiamo anche alle dittature, alle sofferenze dei lavoratori. I lavoratori che muoiono ogni giorno. Penso a queste cose, al ricordo dei lavoratori. Per tutti noi, perché anche noi usufruiamo del lavoro degli altri. Anche gli scioperi vanno condotti bene, non a scopo propagandistico o elettorale. E su questo mi devo lamentare molto con le confederazioni del lavoro, perché, l’ho detto a Cofferati quando m’ha chiamato per parlarmi. I signori segretari pensano solo ai gruppi enormi di lavoratori, ma ai musicisti non ci pensano per niente? Perché? Perché sono pochi. E allora io ho detto a Cofferati questa cosa, lui mi ha risposto che ci avrebbe pensato e non è successo niente. Allora il primo maggio mi fa pensare che bisogna fare anche qualcosa per quelli che lavorano nella musica.

C’è un messaggio che vuole dare con la sua musica al primo maggio?
Bèh, per l’Unità d’Italia. Il ricordo di questi 150 anni. Porterò una canzone, che devo ancora arrangiare. Bellissima. Commovente. Parla della storia di un soldato, che saluta la sua donna e dice che deve partire. Ma non sa se tornerà. Straordinario (gli trema la voce e si commuove).

Ci commuoviamo anche noi.
Ma io non sono commosso per niente (ride).

Elegia per l’Italia del Maestro Ennio Morricone